MOLFETTA. Ecco la draga "Niccolò Macchiavelli": numeri da capogiro PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta   
Mercoledì 21 Settembre 2011

draga_macchiavelli_20092011_1Molfetta - «Vedere all’opera una draga di tali dimensioni oltre ad essere un evento storico per Molfetta, è da segnalare come un fatto straordinario in tutta Italia: infatti, se la maggior parte dei porti italiani ha un fondale sabbioso, Molfetta è caratterizzata da un fondale marino estremamente duro e difficile». Gianluca Loliva, giovane ingegnere responsabile della direzione lavori del nuovo porto commerciale di Molfetta, saluta così l’arrivo a Molfetta della “Niccolò Macchiavelli, la gigantesca draga che nelle prossime 3-4 settimane scaverà 15 ettari di fondale marino con certificato di bonifica (circa 150 mila metri quadri), per 300 mila metri cubi di roccia calcarea. Materiale che verrà utilizzato per riempire la colmata della Diga Salvucci.

La “Niccolò Macchiavelli” è una draga di ultimissima generazione. Finita di costruire nei cantieri della Croazia nel 2011, ha caratteristiche tecniche e potenze di gran lunga superiori alla “D’Artagnan”, il mezzo inizialmente previsto per i lavori del porto. È stata progettata per la costruzione di ponti, isole artificiali e per il dragaggio di interi litorali. Le dimensioni sono davvero impressionanti: basti dire che per trasportare via terra l’ancora è stato necessario l’impiego di un tir con rimorchio, mentre le tubazioni usate durante il dragaggio sono arrivate in porto a bordo di un’altra nave commerciale. L’assistenza logistica è affidata ad altri due mezzi marittimi. Complessivamente i dragaggi impiegheranno circa un centinaio di tecnici specializzati nei dragaggi.

Il mezzo si muove a una velocità di 13 nodi grazie a due motori diesel elettrici, ciascuno di potenza pari a 3,5 Mega Watt. A bordo ci sono altri tre motori diesel giganteschi, ciascuno della potenza di 7.200 KW. La potenza di dragaggio è di 21 Mega Watt (sarebbe sufficiente per fornire energia elettrica a una città di 25 mila abitanti), il rostro disgregatore della roccia (una specie di ruota dentata) misura circa 3 metri di diametro. Gli impianti sono controllati da un sistema computerizzato modernissimo.

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Gianluca Loliva, direttore lavori porto di Molfetta

Nei prossimi giorni è previsto l’inizio dei lavori di dragaggio: dureranno circa 4 settimane per 24 ore al giorno senza sosta. L’arrivo della “Niccolò Macchiavelli” segna l’inizio della seconda e ultima fase dei lavori di dragaggio del porto molfettese. Entra dunque nel vivo il cantiere della più grande opera marittima attualmente in corso in Italia: la draga sarà usata per lo scavo della roccia marina in tutto il bacino portuale di Molfetta: i 300.000 metri cubi di materiale calcareo dragato verranno fatti confluire (attraverso una serie di tubi galleggianti) nella colmata della Diga Salvucci adiacente la zona di dragaggio. Si tratta della fase più importante dei lavori che precede quella definitiva del banchinamento.

«I lavori del porto andranno avanti: quest’opera è un esempio di moralità, d’intraprendenza, di sacrifico, di voglia di superare gli enormi ostacoli incontrati lungo il cammino quale l’enorme quantità di ordigni bellici che stiamo rimuovendo uno per uno», ha commentato il sindaco Antonio Azzollini esprimendo felicità e soddisfazione per una grande opera pubblica storica «che riallaccerà Molfetta e la Puglia ai Paesi emergenti dell’Est Europa, offrendo occasioni di sviluppo, di impresa e di lavoro. Oggi – ha concluso il sindaco – chiedo a tutti di cooperare affinché questo porto si faccia.»


 



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