MOLFETTA. Pasquale Mancini e Giulio Cosentino, direttore de "il Fatto", commentano la questione "pedane sugli scogli": e voi, cosa ne pensate? PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 14 Febbraio 2012

pedana_lungomare_13022012_2Molfetta - Riceviamo e pubblichiamo integralmente l'e-mail scritta da Pasquale Mancini e inviata al direttore de "il Fatto", Giulio Cosentino, contenente il commento circa la questione "pedane sugli scogli" di cui "il Fatto" si è occupato negli ultimi giorni dietro segnalazione di un nostro lettore:

"Caro Direttore,
Le scrivo da cittadino che tanto apprezza il Suo sito di informazione on line. Voglio segnalare a Lei e ai Suoi lettori un malvezzo, confermato - proprio oggi - nella segnalazione relativa alle "pedane sugli scogli".
Le chiedo: il solerte cittadino ha informato una qualche Autorità (Polizia Municipale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di  Porto) affinché svolgesse una modestissima quanto facile indagine per risalire all'autore della "discarica abusiva"?

Lo stesso solerte ha chiamato l'ASM (c'è anche un numero verde) perchè rimuovesse le suddette pedane? (pochi minuti fa  ho chiamato anonimamente l'ASM e mi hanno detto che sarebbero intervenuti  immediatamente).

Perchè, caro Direttore, se il solerte si fosse limitato a crogiolarsi nell'insano gusto del "che schifo non funziona niente" non sarebbe a mio parere un buon cittadino.

Quando a Molfetta le ambulanze non correvano e ogni giorno si vedevano vecchie automobili sfrecciare con il clacson premuto e un fazzoletto bianco che garriva dal finestrino, un gruppo di ragazzini fondò una cosetta che si chiama SerMolfetta e che tutti conoscono bene.

L'amore per la propria Città può manifestarsi in tanti modi, quello di fare una telefonata oltre a dieci fotografie ne è uno.

Pasquale Mancini"

 

Di seguito pubblichiamo integralmente anche la risposta di Giulio Cosentino, direttore de "il Fatto":

"Caro Pasquale,
Chi più di me che ha visto nascere il SerMolfetta può apprezzare il grande e faticoso lavoro fatto per raggiungere le mete ottenute, quindi non commento l'infelice confronto.

Rispetto il tuo modo di pensare ma permettimi di scrivere il mio pensiero e probabilmente anche del lettore, che non conosco personalmente ma ringrazio del suo senso civico.

L'esercente che ha "poggiato" li le pedane in realtà avrebbe dovuto chiamare un'azienda di smaltimento e non creare la situazione. Invece ha preferito mettere sugli scogli le pedane che ora, dopo oltre venti  giorni stanno girando per il nostro già bruttissimo lungomare.

A questo punto diamo la colpa anche alle maleducate onde del mare.

Polizia Municipale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, che ci leggono giornalmente e si attivano spesso in seguito alle nostre segnalazioni avrebbero dovuto attivarsi autonomamente e fare prima una bella multa all'esercente e secondo obbligarlo allo smaltimento delle pedane a sue spese.

Da come tu parli autorizzi anche chi butta amianto e simili nelle vie di campagna, televisori, rifiuti di ogni genere in strada.

Mi meraviglia poi di sentirlo da un appartenente ad una corrente politica che dovrebbe dare l'esempio, non diciamo che sei stato anche presidente della municipalizzata più grande di Molfetta che raccoglie proprio i rifiuti.

Comunque questa notte lascerò nei pressi del tuo ufficio due casse di legno e ti chiedo gentilmente di chiamare già qualcuno per smaltirle a spese dei contribuenti.

Lasciamo ai lettori di dire la propria. Fiato alle trombe su facebook.

Giulio Cosentino"


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