| MOLFETTA. SEL commenta il piano di riordino regionale 2012 |
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| Scritto da SEL Molfetta |
| Domenica 10 Giugno 2012 |
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Chi sceglie a Roma di ridurre i trasferimenti sul territorio di fondi indispensabili per garantire la salute pubblica, non può allo stesso tempo sollevare strumentalmente tale questione nei confronti del Governo della Regione Puglia, tenuto a ridisegnare l'organizzazione delle strutture sanitarie al fine di preservare le prestazioni erogate ai cittadini pur nel rispetto del contenimento di spesa. Si sono dovute operare scelte draconiane come la riduzione di 800 posti letto sull'intera rete ospedaliera pugliese per le direttive imposte dal ministero. Da anni il governo regionale è impegnato nell'arduo compito di risanare i bilanci, in modo da riorganizzare la rete delle prestazioni territoriali in vista dello sblocco delle assunzioni e del turn-over. L'Ospedale Don Tonino Bello di Molfetta manterrà il suo ruolo preminente quale presidio sanitario del nord barese, con il suo bacino di utenza nell'ordine di oltre 250.000 persone residenti anche nelle città limitrofe. Per il nostro nosocomio è prevista una riorganizzazione dei reparti a fronte di una limitata contrazione di 10 posti letto in totale. Verranno mantenuti i 30 posti letto per medicina generale, dove saranno garantite le prestazioni di dialisi a seguito della riorganizzazione del reparto di nefrologia, mentre vi sarà il potenziamento di chirurgia generale (che passa da 20 a 24 posti letto), ortopedia (da 20 a 24 posti letto) e urologia (da 12 a 15 posti letto). Subiranno una limitata contrazione i reparti di lungodegenza e oncologia. L'intento primario della Regione Puglia è assicurare sui territori quegli standard indispensabili di assistenza sanitaria in favore delle comunità, anche a fronte di ingenti tagli imposti dal governo centrale. Sinistra Ecologia e Libertà di Molfetta si impegnerà in tutte le sedi istituzionali nel difendere le istanze che emergeranno da utenti e operatori del settore. Lasciamo giudicare ai cittadini i subdoli tentativi di strumentalizzazione che in questi giorni sono apparsi in vari comunicati. È singolare registrare come rappresentanti istituzionali locali e regionali oggi si stracciano le vesti nella pur legittima difesa dell'Ospedale di Molfetta, quando ai tempi della presidenza Fitto nulla avevano da eccepire sul suo piano di riordino ospedaliero in cui i destini del nostro nosocomio sarebbero stati segnati già da diverso tempo.
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