MOLFETTA. Presentato il bilancio dell’Associazione Provinciale Antiracket e Antiusura
- Dettagli
- Pubblicato Mercoledì, 06 Febbraio 2013 16:03
- Scritto da Paola Copertino
Molfetta - Presso la sede di Molfetta dell’ Associazione Provinciale Antiracket ed Antiusura , alla presenza del presidente, Renato de Scisciolo, del sindaco di Gravina, dott. Alessio Valente ,del vice sindaco di Giovinazzo, dott. Michele Sollecito, dell’ assessore alla legalità del comune di Bitonto, dott. Rocco Mangini e dello staff degli avvocati e del direttivo dell’ Associazione, si è tenuta una conferenza stampa per illustrare il bilancio dell’ anno appena trascorso e per rendere note le prossime iniziative in programma.
All’ incontro, come dicevamo, hanno partecipato i rappresentanti dei tre Comuni che hanno sottoscritto un protocollo d’ intesa entrando a far parte dell’ associazione. A far gli onori di casa il presidente de Scisciolo il quale ha affermato che la crisi economica ha fatto aumentare notevolmente il fenomeno dell’ usura e dell’ estorsione. Sempre più imprenditori, non sapendo come far fronte alle spese, si rivolgono agli strozzini, finendo in una rete da cui è difficile uscire se non rivolgendosi alle Associazioni antiracket che fanno in modo di far accedere l’ imprenditore ai fondi messi a disposizione dallo Stato, lo seguono, grazie ad un team di avvocati, lo supportano in tribunale e durante il processo, seguendolo anche nei labirinti della burocrazia. De Scisciolo ha invitato ancora una volta alla denuncia,a diffondere la cultura della legalità; solo così si può riconquistare la propria dignità e libertà senza piegarsi ai compromessi. La vittima di estorsione ed in particolare quella di usura, purtroppo , si accorge troppo tardi in quale spirale, difficile da spezzare, è caduta. Naturalmente oltre all’ imprenditore viene coinvolta la sua famiglia che perde la tranquillità. E di serenità venuta meno si è parlato nell’ incontro. Infatti nella Zona Artigianale e Industriale di Molfetta, diventata appetibile per grandezza ed importanza dal punto di vista economico,si stanno verificando parecchi episodi preoccupanti:aggressioni ad imprenditori, furti di autovetture e rapine. Gli imprenditori hanno chiesto un maggiore controllo da parte delle forze dell’ ordine , con una presenza continua; si è avanzata la proposta di dotare la zona di una stazione mobile dei carabinieri oltre che collegare gli opifici e le aziende, attraverso telecamere, alle forze di polizia in modo da garantire un intervento tempestivo e scoraggiare i malfattori. Il fenomeno se viene stroncato sul nascere, prima che venga preso in mano da organizzazioni criminali, può essere completamente debellato. Intanto le forze dell’ ordine stanno lavorando per risalire agli autori degli episodi criminali che, se continuassero, potrebbero portare molti imprenditori ad investire all’ estero, lasciando Molfetta. Nell’ anno 2012,ha affermato l’ avvocato Angela Maralfa, presidente dell’ ufficio legale dell’ Associazione, si è constatato che molti artt. 20 riguardanti la legge 44/99 che sospende tutti gli atti esecutivi, non sono stati accolti dal Giudice Civile , ciò è sicuramente ingiusto poiché fa in modo che si perda fiducia nelle istituzioni. In Puglia, secondo il dossier sull’ usura 2010/2012, i clan avrebbero raggiunto il 240% di tasso annuo sui propri crediti. La magistratura avrebbe sequestrato solo nella nostra regione ben oltre 15 milioni di euro ai danni del clan Parisi di Bari. L’ associazione Provinciale Antiracket sta fattivamente collaborando con le forze dell’ ordine proprio per affrontare al meglio queste tematiche scottanti cercando di agire alla radice del problema, inoltre ha istituito un rapporto privilegiato con le diverse Procure della Repubblica presenti sul territorio al fine di monitorare costantemente l’ iter delle denunce. Anche la parte burocratica viene curata grazie alla sinergia con l’ Ufficio Antimafia della Prefettura di Bari per garantire un accesso più spedito al fondo. E ora qualche dato: nella provincia di Bari sono state seguite 35 vittime di usura e 15 vittime di estorsioni; nella Bat si segnalano 15 casi di usura e 5 di estorsione, mentre a Brindisi si hanno 3 usurati e 1 sola persona che ha subito estorsioni. Anche nelle altre due province si registrano 8 episodi di usura e 9 di estorsione,ma il dato che preoccupa di più,è il notevole calo delle denunce perché ci sono troppe lungaggini burocratiche,perché bisognerebbe formare meglio le forze di polizia e le istituzioni ad iniziare anche dalle scuole proprio per creare una cultura della legalità. L’ Associazione Provinciale Antiracket si è costituita parte civile in venti processi in corso presso i Tribunali di Bari e Trani fra quelli per associazione mafiosa, usura ed estorsione , mentre tre sono le sentenze definitive contro l’ usura. Sono state presentate in tutta la Regione 17 domande di accesso al fondo per estorsione e 10 per usura; hanno invece avuto accesso ai finanziamenti per casi di estorsione 6 vittime , mentre a 11 ammontano coloro i quali hanno beneficiato per episodi di usura. L’ associazione ha organizzato nel corso dell’ anno 2012 una serie di incontri nelle città limitrofe e nelle scuole, in collaborazione con le forze dell’ ordine e le istituzioni locali, al fine di sensibilizzare sia i cittadini che le associazioni di categoria alla legalità, nonché promuovendo importanti protocolli d’ intesa a sostegno delle vittime. Vi è un altro fenomeno da segnalare: nell’ anno 2012 si è riscontrato che le società di recupero crediti e le società finanziarie intimano i propri clienti, anche in termini minacciosi, a rientrare in poco tempo con il loro debito, affermando che alla scadenza dei termini previsti avrebbero provveduto al sequestro dei beni. Tale comportamento è illegale perché solo un Tribunale può decidere in merito ad un eventuale sequestro, proprio per questo il presidente de Scisciolo ha invitato chi si trovasse a vivere queste situazioni a denunciare. La presenza degli amministratori o dei loro referenti ha permesso di tratteggiare anche la situazione nei paesi vicini dove si stanno creando situazioni un tantino preoccupanti in quanto la criminalità sta alzando il tiro, complice come dicevamo anche la crisi. Per fronteggiare questi fenomeni è prevista l’ apertura sotto l’ egida del Ministero dell’ Interno, grazie ai PON sicurezza, di varie associazioni antiracket; prima in ordine di tempo, nel mese di giugno, quella a Bitonto, cui seguiranno Andria, Barletta, Ostuni, Peschici, Monte Sant’ Angelo. Tutti gli amministratori si sono impegnati a collaborare, a promuovere la cultura della legalità, ad individuare sedi dove verranno ubicate le associazioni e a creare sinergie fra imprenditori e forze dell’ ordine. Nell’ occasione dell’ incontro il presidente de Scisciolo ha annunciato che la “ Masseria dell’ Alta Murgia”, bene confiscato alla mafia e in precedenza affidato allo chef Vissani, sarà gestita dall’ Associazione Provinciale Antiracket ed Antiusura che costituirà una cooperativa per riavviare la sala ricevimenti, l’ hotel e tutte le attività annesse. Al suo interno inoltre sarà insediata la scuola della legalità e non solo. E’ la prima volta in Italia che una Associazione antiracket gestirà un ristorante. Purtroppo però, ha continuato il numero delle denunce è ancora troppo limitato rispetto all’ ampiezza del fenomeno. E’ stato quindi ricordato il numero verde l’ 800 566 775, a cui ci si può rivolgere anche in forma anonima perché ,l’ unica forma per sconfiggere il fenomeno, uscendo dall’ omertà, è quella di denunciare creando condizioni di crescita, occupazione e sviluppo per il nostro sud.
A margine dell’ incontro è stato annunciato il terzo Premio per la Legalità che si terrà, vista la particolare emergenza, a Bitonto sabato 9 febbraio presso il Teatro Traetta in cui saranno premiati coloro i quali si sono distinti particolarmente nella lotta al racket e all’ usura: un magistrato e un rappresentante delle forze dell’ ordine. Alla serata, che sarà preceduta in mattinata da un incontro con gli studenti di scuola superiore presso l’ Istituto Tecnico Commerciale Giordano, prenderanno parte anche il dott. Giuseppe Scandurra, già presidente della FAI (Federazione Antiracket Italiana) e Renzo Caponetti, presidente dell’associazione antiracket e antiusura di Gela. La manifestazione si inquadra fra le iniziative promosse dall’ Associazione per sensibilizzare giovani e cittadini, perché uniti si può vincere.


