MOLFETTA. Le nuove povertà nella nostra società
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- Pubblicato Mercoledì, 06 Febbraio 2013 16:13
- Scritto da Paola Copertino
Molfetta - Argomento di pressante ed estrema attualità: “La Famiglia e le Nuove Povertà – Riflessioni e spunti di intervento”quello discusso e approfondito presso l’ Aula Magna del Seminario Vescovile di Molfetta durante una interessante conferenza promossa da l’ Opera Pia Monte di Pietà e Confidenze - Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Molfetta. Si è trattato dell’ideale seguito dell’incontro tenutosi lo scorso anno ed avente come tema la “Finanza Etica”, nel solco del doveroso approfondimento che il sodalizio molfettese sta ponendo in atto, quale finalità istituzionale, sui campi di intervento in materia di carità sia nella più immediata realtà locale che negli scenari nazionali ed internazionali.
In particolare, l’attenzione delle riflessioni si è focalizzata sulle cosiddette nuove povertà, le spesso ignote o ignorate condizioni di disagio determinate dalla disgregazione familiare, quali separazioni e divorzi, sotto l’esclusivo punto di vista delle ricadute in termini economici.
Ad illustrare l’argomento di sorprendente attualità sono stati chiamati illustri e competenti relatori:il dott. Riccardo Greco, Presidente della Prima Sezione Civile della Corte d’Appello di Bari ed il dott. Walter Nanni, Responsabile Ufficio Studi Caritas Italiana.
Il primo ha fornito il quadro giuridico di riferimento, mentre il secondo ha approfondito a 360 gradi i profili sociologici del fenomeno.
In veste di moderatore ha presenziato il dott. Alberto Binetti – Giudice della Sezione Civile del Tribunale di Trani, addetto al diritto di famiglia e membro dell’ Arciconfraternita. A fare gli onori di casa il presidente, l’ ingegner Sergio de Ceglia che nell’ introdurre il tema e i relatori, ha affermato che, come dicevamo, l’ appuntamento rientra in un percorso culturale iniziato lo scorso anno per tentare di dare risposte concrete alle nove emergenze sociali. Dopo i ringraziamenti, ha preso la parola mons. Domenico Amato che ha portato il saluto del vescovo esprimendo frasi di elogio per l’ attenzione riservata dall’ opera Pia al territorio e alle sue problematiche. Prima l’ emergenza povertà riguardava soprattutto extracomunitari, ora invece coinvolge tanti italiani e moltissime famiglie proprio perché è cambiata la società, in netta evoluzione e trasformazione. Le conseguenze economiche e sociali sono il frutto della crisi della famiglia; sono in netto aumento separazione e divorzi che naturalmente hanno le loro ripercussioni umane sui figli anche per quanto concerne l’ affidamento e i contenziosi che ne conseguono. Anche gli aspetti economici amplificano e inaspriscono i toni. Le nuove povertà interessano soprattutto la media borghesia e la classe impiegatizia che non riesce ad affrontare la quotidianità, non solo le emergenze. In questa situazione così precaria che sta coinvolgendo sempre più ampie fasce di popolazione è necessario che ci sia la sensibilità sociale della comunità e delle istituzioni che devono avvicinarsi a coloro i quali si trovano ad affrontare problemi, talvolta più grandi di loro. I giudici con diverse sensibilità,sono vicini e per quanto possibile cercano di risolvere i problemi essendo a favore delle persone e non contro. È un assioma che le separazioni creano nuove povertà. Il dott. Greco ha dato la definizione tecnica di separazione che è il venir meno dell’ affetto fra i due coniugi;i giudici non hanno la bacchetta magica per risolvere le controversie anche perché ogni situazione è un caso a se’ e il loro intervento avviene quando ormai il rapporto è degenerato. I giudici leniscono le ferite, non guariscono e si devono occupare di diritti e doveri tutelando in primis il minore che è il più debole. Il diritto civile attiene al sentimento comune e quindi lo sentiamo come nostro. La famiglia è alla base della società civile e l’ ordinamento giuridico in essa individua dei doveri, quelli che vengono letti anche in chiesa durante il matrimonio che non riguardano solo la sfera economica , ma anche quella morale ed umana. I coniugi hanno infatti dei doveri nei confronti dei figli che riguardano anche l’ istruzione e l’ educazione. Proprio per tutelare i minori si stanno sempre più eliminando gli istituti cercando di ricreare delle simil famiglie e privilegiando l’ affido condiviso in caso di divorzi e separazioni. Il dottor Greco auspicherebbe l’ istituzione del tribunale della famiglia che vedrebbe le situazioni in maniera più completa conoscendo il vissuto dei coniugi. Si è parlato di un altro problema scottante, la quantificazione dell’ assegno di mantenimento, terreno di scontro che spesso si ripercuote con le sue conseguenze sui figli. E ancora della situazione della donna, l’ elemento debole della coppia che spesso non ha un lavoro e un reddito su cui contare, ma anche dei casi ,sempre più frequenti, di uomini che perdono tutto e tornano nelle famiglie d’ origine e non sanno dove portare o incontrare i loro figli nel momento in cui vengono a loro affidati. Si è proposto di creare, come avviene in altri Paesi europei, delle case alloggio dove, in tutta tranquillità , con un clima sereno possano incontrarsi genitori e figli. Il Tribunale di Bari inoltre fissa in 170 euro l’ importo minimo da versare per ogni figlio come assegno di mantenimento. Ma, come dicevamo,le riflessioni sono state veramente tante perché molteplici i casi, non si possono ricondurre ad uno solo. Le risposte vanno trovate fuori dalle aule del tribunale; anche la società, profondamente cambiata, si deve porre questi problemi e cercare delle soluzioni in quanto la famiglia allargata, che faceva da supporto e cuscinetto, quella formata da nonni, zii e parenti è venuta meno e spesso ci si ritrova soli a risolvere situazioni veramente ingarbugliate che avrebbero bisogno di un valido supporto.


