STORIE
MOLFETTA. Alfonso Angelo Mezzina, a sei anni già studente lavoratore, finanziere al servizio della Patria
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- Pubblicato Venerdì, 26 Ottobre 2012 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Ad Angelo Alfonso Mezzina, nostro illustre concittadino, il 27 dicembre 1971, su proposta di Aldo Moro, con decreto presidenziale viene conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”; gli è attribuita il 27 dicembre 1976 la nomina di Commendatore, mentre il 18 agosto 1982 diviene Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa. Angelo Alfonso Mezzina nasce a Molfetta Vecchia, in via S. Andrea, il 3 luglio 1922 da Gioacchino, marittimo “imbarcato su navi” e pescatore e da Cosima Zaza, casalinga. È il secondo di sette figli (tre maschi e quattro femmine). Titolo di studio conseguito: Licenza della 5^ elementare. Il destino del piccolo e intraprendente Alfonso si compie a sei anni. Intanto che frequentava la prima elementare andava in giro per le botteghe a chiedere di imparare un mestiere.
MOLFETTA. Il Tenente Damiano Ragno, di nobili sentimenti patriottici, caduto in battaglia
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- Pubblicato Venerdì, 14 Settembre 2012 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Damiano Ragno nacque a Molfetta il 15 febbraio 1911, al primo piano di via Madonna dei Martiri, 62. I suoi genitori, Maria Domenica Tristani e Giacomo, impiegato mugnaio presso il Pastificio Caradonna, desideravano che il loro figlio, dopo aver frequentato le scuole presso il Seminario vescovile, studiasse per divenire sacerdote o impiegato ragioniere. Nel 1929, anno settimo dell’era fascista, il giovane Ragno conseguì col massimo punteggio il diploma e l’abilitazione all’esercizio professionale di Perito e Ragioniere presso il Regio Istituto Commerciale di Bari. Inviato alle armi nel 1931, frequentò la Scuola di applicazioni di Fanteria di Parma. Divenuto volontario in servizio permanente effettivo, fu assegnato al 4° Reggimento Fanteria Coloniale, 7° Battaglione, col grado di tenente del Regio esercito.
MOLFETTA. Il Tenente Palmiotti, un valoroso pioniere dell’Aeronautica militare
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- Pubblicato Venerdì, 06 Luglio 2012 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Michele Palmiotti è nato a Molfetta il 31 marzo 1902. Nel 1922 conseguì la maturità da Capitano di Lungo Corso, presso l’Istituto Nautico di Procida (Na). Quello stesso anno, chiamato alle armi, frequentò a Verona il corso da allievo ufficiale di complemento. La sua carriera militare parte dal basso: caporale, sergente, allievo ufficiale. Il 1924 divenne Sottotenente d’Arma di Artiglieria Pesante Campale. Il 1925 fu ammesso dietro domanda nell’Arma Aeronautica in qualità di allievo pilota. Dopo aver superato il corso a pieni voti, divenne pilota militare, nel ruolo di combattente. Raggiunta un’alta capacità professionale nel pilotare idrovolanti, divenne istruttore presso le scuole-caccia. Nel 1932, per essere addestrato alle crociere atlantiche, frequentò la “Scuola di navigazione d’alto mare” di Orbetello.
MOLFETTA. Il generale Luigi Amato: una vita al servizio della Patria
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- Pubblicato Venerdì, 27 Aprile 2012 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Uomini che meritano di essere ricordati, studiati per comprenderne le virtù, a volte vengono coperti dall’ombra dell’oblio. Un modello da imitare resta il generale di corpo d’armata Luigi Amato, decorato con quattro medaglie d’argento e una di bronzo al Valor Militare per meriti in azione di guerra. Un protagonista molfettese che ha contribuito, con abnegazione, alla difesa e alla crescita della propria Patria. Terzogenito, nacque a Molfetta il 1° agosto 1883, da Susanna Altomare casalinga e dal padre Pantaleo, imprenditore edile. Da studente ottenne elogi per l’intelligenza acuta e la buona condotta. Conseguita la maturità classica presso il Liceo di Molfetta, frequentò l’accademia militare di Modena. Nel 1905 ottenne il grado di sottotenente di Fanteria. Quello stesso anno, come primo incarico, si recò a Messina per soccorrere le popolazioni colpite dal terremoto.
MOLFETTA. Verità e segreti: la Corazzata “Roma” Ammiraglia della Regia Marina Italiana mai arresa al nemico, si auto-affondò? Militari molfettesi a bordo
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- Pubblicato Venerdì, 16 Marzo 2012 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio - Sergio Ragno
Molfetta - Seconda Guerra Mondiale. Dubbi e sospetti avvolti nel segreto di guerra, sotto una coltre di bugie. La Corazzata Roma fu colpita da bombe nemiche? Si auto-affondò per volere del Comandante, Ammiraglio Carlo Bergamini? Un segreto svelato sul letto di morte da un testimone oculare: il molfettese Giuseppe Murolo, classe 1922. Aveva la funzione di cannoniere ed era imbarcato sul cacciatorpediniere Mitragliere, faceva parte della divisione navale comandata da Bergamini, in navigazione verso la Sardegna. Sin dalle prime ore dell’alba, del 9 settembre 1943, stava di guardia al suo posto di combattimento, e non vide nessun raid di cacciabombardieri tedeschi. Furono avvistati solo due piccoli ricognitori che, dopo aver sorvolato la zona, si allontanarono. Successivamente fu vista la Roma in fiamme. Il comandante del Mitragliere fu il primo a dare l’ordine di andare a soccorrere i naufraghi.
MOLFETTA. Un valoroso molfettese: Capitano Domenico Picca decorato con la medaglia d’oro al valor militare
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- Pubblicato Venerdì, 10 Febbraio 2012 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Il Capitano Domenico Picca è stato nostro concittadino. Primogenito di quattro fratelli e cinque sorelle è nato a Molfetta il 18 giugno 1882. Dopo aver frequentato il ginnasio, si iscrisse al Regio Liceo di Molfetta; diplomatosi si immatricolò alla facoltà di Ingegneria Industriale del Politecnico di Milano. Sospese gli studi universitari per assolvere il servizio militare. Frequentò il corso allievi Ufficiali di Napoli e si congedò col grado di sottotenente di complemento. Intanto, vinceva il concorso per Ufficiale di Dogana. Scoppiata la guerra in Libia, nel 1912, a soli trent’anni ebbe l’incarico di istituire la Ricevitoria di Dogana a Homs e a Slyten. Qui si distinse per la sua particolare operosità, tale da essere insignito con la “Medaglia Campagna di Libia”.
MOLFETTA. Il Capitano della Regia Marina Carlo Natalicchio caduto in missione umanitaria a Palma di Majorca
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- Pubblicato Venerdì, 16 Dicembre 2011 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Spagna, luglio1936. Scoppia la guerra civile. Nazionalisti anticomunisti-marxisti contro il Fronte Popolare filo-marxista, appoggiati dalla Russia. Una guerra cruenta, persecutoria contro i cristiani da parte delle Milizie volontarie formate da comunisti e anarchici. Si scatenano con violenza contro la popolazione civile. Nei primi giorni di guerra massacrano e giustiziano senza causa istruttoria oltre 50 mila persone inermi, tra cui vescovi, sacerdoti, seminaristi, religiosi, contadini, operai che si trovavano per caso nella zona “sbagliata” del fronte. Occupano, saccheggiano chiese e altri edifici religiosi per adibirli a depositi di ogni genere: negozi, stalle, caserme, rifugi. Una situazione intollerante e drammatica che portò Papa Pio XI a manifestare al mondo il suo dolore. L’Italia rispose all’appello e intervenne sia per questioni politiche che umanitarie inviando truppe volontarie armate.
MOLFETTA. Bersagliere scelto Giuseppe Altamura: uno dei tanti molfettesi caduti per servire la Patria
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- Pubblicato Venerdì, 18 Novembre 2011 00:00
- Scritto da Pantaleo de Trizio
Molfetta - Fino ad oggi Molfetta non ha mai pensato di elevare un monumento commemorativo in ricordo dei Caduti della seconda Guerra Mondiale. Non hanno vinto la guerra, è vero, ma a loro “mancò la fortuna e non il valore”. Il 4 novembre è stata la festa delle Forze Armate e il nostro giornale si è proposto di raccontare la storia di un soldato semplice, Giuseppe Altamura, caduto in combattimento sul fronte Greco-Albanese. Giuseppe nacque a Molfetta nel 1915. I suoi nipoti lo ricordano tuttora con commozione e tenerezza. Era un bel ragazzo, di statura media e corporatura robusta. Il padre Tommaso e i suoi due fratelli maggiori Antonio e Domenico erano stati militari, reduci vittoriosi nelle battaglie precedenti. Per Giuseppe indossare il cappello piumato era un onore, così come lo era per la mamma Gaetana, le quattro sorelle e la fidanzata.
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